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Stakeholder

 

Gli stakeholder e le "main audience" del progetto vanno in qualche misura considerati come due diversi gruppi:

Gli stakeholder, cioè coloro che sono a vario titolo coinvolti nell'uso della risorsa "acqua" sono i seguenti:

Queste figure traggono benefici diretti dallo sfruttamento della risorsa idrica ma nello stesso tempo, in accordo con quanto stabilito dalla WFD (Direttiva 2000/60/CE), recepita a livello nazionale dal D. Lgs. 152/2006, e alle singole scale regionali in Italia, dai PTA (piani di tutela delle acque) devono necessariamente valutare gli impatti eventualmente generati e definire soluzioni per la mitigazione degli stessi. Tutti i PTA, infatti, chiedono la tutela della biodiversità e degli habitat in ottemperanza alla Direttiva Habitat.

Il progetto AQUALIFE con le numerose attività di disseminazione previste innanzitutto informerebbe gli stakeholder dei rischi connessi alle rispettive attività, e principalmente i rischi per le generazioni future.

Ad esempio, lo sfruttamento della risorsa idrica a scopo idroelettrico potrebbe beneficiare degli ouput progettuali, principalmente se gli impianti sono localizzati in aree protette, ove lo svolgimento dell’attività è subordinato a una concertazione tra produzione economica e tutela degli habitat e della biodiversità. Essendo inoltre i fiumi veri e propri corridoi, ne consegue che la concertazione sui rilasci e sulla loro tempistica (cadenza temporale del rilascio) potrebbe portare a ottimi risultati anche al di fuori delle aree protette, senza perdita di "capitale" economico per l'impresa e senza perdita del capitale biologico: la biodiversità con i suoi servizi ecosistemici.

Anche gli enti preposti al contenimento del rischio idraulico trarranno beneficio dagli output di AQUALIFE, poichè il manuale conclusivo a supporto del software non solo spiegherà il valore economico e funzionale della biodiversità che viene persa con le regimazioni e rettificazione degli alvei fluviali, quasi sempre accompagnate da devegetazione spondale, ma fornirà anche uno strumento (sistema esperto) per valutare l'entità della perdita di biodiversità o il grado di minaccia alla stessa. Tale informazione sarà utile per passare ad altre procedure di ripristino ambientale, meno invasive e anche perduranti, di contenimento del rischio idraulico. Questi approcci troveranno anche consenso nella cittadinanza, perché il mantenimento della funzionalità dei GDE si riflette nel mantenimento della sua biodiversità che, oltre al suo valore intrinseco etico ed estetico, forse non a tutti comprensibile (cfr. la CBD, 1992), ha un ruolo decisivo nell’autodepurazione degli ecosistemi acquatici, attraverso la degradazione della sostanza organica. AQUALIFE fornisce quindi uno strumento utile per istruire sulla problematica e su come mitigare l'impatto sulla biodiversità, una volta che questo sia stato misurato e a questo sia stato attribuito un certo valore di perdita della biodiversità (AQUALIFE expert system).

La "main audience" è rappresentata, invece, da enti e persone che potrebbero a vario titolo essere interessate a utilizzare il pacchetto AQUALIFE, come ad esempio:

In questo caso, non esistono conflitti di sorta. La ricerca scientifica, le autorità di bacino, regioni e parchi hanno bisogno di strumenti pratici e di facile accesso che consentano loro di valutare gli impatti reali e potenziali di progetti ed opere. La base di conoscenza fornita da AQUALIFE rappresenta quindi un ottimo strumento di cui tutti gli enti succitati, NGO, e cittadini potrebbero fare libero uso per prendere coscienza del problema innanzitutto e argomentare in maniera chiara le criticità di piani e progetti, laddove queste sussistano.